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1 luglio 2007

Intervista barbarica

Non mi stanco mai di ascoltare e di vedere l’intervista a Erri de Luca fatta da Daria Bignardi per Le invasioni barbariche. Ogni volta mi sembra di cogliere qualcosa a cui non avevo prestato attenzione la volta precedente. Erri de Luca ha alle spalle una storia insolita e non facile, ma mentre lo si ascolta, è proprio lui che sembra stupirsi dello stupore della sua intervistatrice quando lei sottolinea la particolarità delle sue esperienze di vita.

Parlando della Bibbia dice: Mi ha tenuto compagnia…sono storie antiche, parole consistenti che mi rimanevano in bocca durante la giornata…
Da Chisciotte e gli invincibili:  C’è una donna dietro il primo slancio verso l’avventura e c’è una donna anche nelle ultime fibre della resistenza di un uomo…e quando non c’è questa resistenza cede prima…
Sugli invincibili dice che non sono quelli che sono sul podio più alto, ma quelli che non si arrendono nonostante le batoste che puntualmente ricevono, quelli che hanno sempre la forza di rialzarsi e di lottare di nuovo dopo ogni caduta…
Tenero è il modo in cui racconta la sua esperienza di giurato a Cannes. Dice che è stata una villeggiatura, aveva anche un autista personale al quale ha insegnato a scalare.
Alla fine, con la sua bella voce ha recitato anche una sua bellissima poesia.

Valore di Erri De Luca
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si é risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'é il nord, qual é il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Da "Opera sull'acqua e altre poesie", Einaudi, 2002

Alcuni stralci dell’intervista sono qui e un’altra sua bella poesia è in questo post.

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